Il giovane Prevost per la pace (a prescindere dalla presenza fisica a Comiso)

17.04.2026

https://zibaldoneecopacifista.webnode.it/l/giovaneprevostperlapace/  vai sul link per il testo completo delle mie considerazioni e per le precisazioni fornite da Luca Kocci) ------  da parte di Alfonso Navarra 

Luca Kocci, nell'intervento sotto riportato, ha chiarito che la foto diffusa da Casarini sull'attuale Papa Leone dentro un corteo pacifista con gli agostiniani si riferisce non a Comiso ma a Roma 1982.

La foto - cosa non da poco - testimonia comunque che Prevost giovane era un attivista per la pace.

Devo però confessare che personalmente sarei stato molto contento se il Papa attuale avesse calcato i suoi piedi fisicamente per le strade di Comiso. Ecco i motivi prettamente politici che possano aggiungersi ad altri di natura sentimentale (i miei ricordi di membro permanente del Campo internazionale per la pace di Comiso, connessi al mio più lungo periodo di detenzione - 8 mesi - per disobbedienza civile).

Nel movimento che negli anni Ottanta del secolo scorso fu imperniato su Comiso, ma in realtà europeo e mondiale, c'era qualcosa di più di un semplice attivismo per la pace: si era proprio affermata, pur se in modo spurio e confuso, l'egemonia culturale della nonviolenza, dato che invece non mi sento di riscontrare in termini complessivi nella attuale mobilitazione cosiddetta PRO PAL, in molte frange a sostegno di una resistenza armata che giudico sbagliata nell'impostazione di fondo e nella proposta politica concreta.

Egemonia culturale della nonviolenza significa tante cose: ad esempio linguaggio disarmato e disarmante, per come propugnato e praticato dall'attuale Papa, programmi e azioni costruttive. A Comiso un simbolo ed insieme una realtà di costruttività solida è proprio la Peace Pagoda di Morishita, che si affianca alla altra testimonianza nonviolenta della Verde Vigna.

Il linguaggio mite ed equilibrato di Papa Leone ("la verità non è una spada che si brandisce per ferire", qui cito Gandhi), non a caso spesso criticato in ambito PRO PAL, significa più efficacia e più nonviolenza.

Significa ad esempio grande possibilità effettiva di spostare voti contro Trump nell'elettorato cattolico americano.

(Questo ovviamente non significa affatto che, laico e ateo, condivida al 100% le posizioni del Papa, in particolare sull'aborto!).

Il mio modesto parere è che il richiamo specifico alla lotta di Comiso possa aiutare a fare capire meglio, in particolare alle nuove generazioni affacciantesi alla politica di base, che il centro di gravità non sta nel puntare arrabbiati il dito contro i vari "genocidi" in corso (bisognerebbe comunque prestare attenzione prioritaria al genocidio programmato della deterrenza nucleare), ma sapere praticare - da sumud (costanti, resilienti) di nome e di fatto - l'alternativa del "POTERE CON" (la cooperazione solidale degli oppressi) nel contrasto valoriale e strategico con il "POTERE SU" (l'oppressione della potenza militare e delle ricchezze originate dallo sfruttamento).

Non voglio insegnare niente a nessuno ma sento la necessità, sulla base di esperienze vissute sulla pelle, di mettere sull'avviso rispetto a derive che in passato altri movimenti hanno vissuto, con tutte le buone intenzioni di tanti loro sinceri e generosi protagonisti.

Bisognerebbe sapere unire il cuore al cervello. Ad esempio rendersi conto che il blocco di Hormuz operato dai bulli in contesa armata, i grossi e i meno grossi, aumenterà di milioni di persone i morti per fame in Africa. A prescindere da chi sta rivestendo il ruolo dell'aggressore e dell'aggredito sul campo, le conseguenze mortali delle guerre le pagano sempre e da subito coloro che non c'entrano nulla con gli omicidi organizzati di massa in atto (in genere si tratta di giochi di potere e stupidi spostamenti di confini), cioè i più poveri e i disgraziati già vittime della violenza strutturale imperante.

I dati sono allarmanti secondo il World Food Programme (WFP): se il blocco di Hormuz e l'aumento dei prezzi dell'energia/fertilizzanti persisteranno oltre giugno 2026, il numero di persone che affrontano la fame acuta potrebbe aumentare di 45 milioni a livello globale.

Hormuz infatti non è solo un corridoio petrolifero; da qui transita circa il 20-30% delle esportazioni mondiali di fertilizzanti (ammoniaca e urea). Il blocco ha causato un aumento dei prezzi dei fertilizzanti del 20-36% in poche settimane.

Organizzazioni come l'International Rescue Committee (IRC) hanno definito giugno 2026 come il mese in cui la "bomba a orologeria" dell'insicurezza alimentare esploderà, a causa dei mancati raccolti legati alla carenza di fertilizzanti in Africa orientale e nel Maghreb.

Stiamo parlando di milioni di morti, ficchiamocelo - si perdoni il francesismo - bene nella mente!

Diciamo che piove sempre sul bagnato: la tempesta delle guerre va sempre a scaricarsi fin da subito sugli innocenti meno implicati direttamente nel conflitto violento e distruttivo e più sul fondo della scala sociale. La guerra per i poveri è sempre una sconfitta e per i più poveri è sempre la morte, dalla parte dei vinti, dalla parte dei vincitori, dalla parte di chi non c'entra né con i vinti né con i vincitori!


BREVE STORIA DI UNA FOTOGRAFIA DIVENTATA STORICA

Da qualche giorno - grazie a Luca Casarini che l'ha recuperata e postata su Facebook – circola sui social (e su alcune testate) una fotografia che oggi, evidentemente ben oltre le intenzioni di quando fu scattata, assume un valore storico: ritrae un giovane religioso agostiniano, Robert Francis Prevost – oggi papa Leone XIV –, durante una manifestazione di piazza, insieme a quattro confratelli, dietro un cartello scritto a mano "Agostiniani per la pace".

La diffusione virale della fotografia sul web nei giorni in cui si è consumato un duro scontro fra il presidente Usa Donald Trump (e il suo vice James D. Vance) e il pontefice proprio sul tema della guerra ha generato una serie di commenti e, inevitabilmente, di errori: c'è chi ha scritto che la foto era stata scattata a Comiso, chi l'ha datata agli anni Novanta, chi l'ha ritenuta falsa e realizzata con l'Intelligenza artificiale (ma in realtà è Trump che usa questi metodi!).

Dopo qualche ricerca, è opportuno fare un po' di chiarezza.

La fotografia è relativa alla grande manifestazione contro gli Euromissili – quindi Comiso in parte c'entra – che si svolse a Roma il 22 ottobre 1983, a cui partecipò un milione di persone. Prevost, che era stato ordinato presbitero da poco più di un anno e studiava Diritto canonico a Roma, era effettivamente in piazza a manifestare per la pace insieme ai suoi confratelli agostiniani e ad altri gruppi cristiani (v. alcune foto dell'archivio del Pci: https://immaginidelnovecento.fondazionegramsci.org/... e in particolare questa dove si vede il cartello degli "Agostiniani per la pace": https://immaginidelnovecento.fondazionegramsci.org/... ).

La fotografia in cui è ritratto anche Prevost è stata scattata da Gianni Novelli, religioso stimmatino, "prete del dissenso", redattore di "Com-Nuovi Tempi", impegnato nelle Comunità Cristiane di Base (in particolare nella Comunità di San Paolo a Roma), fondatore e per anni presidente del Cipax (Centro interconfessionale per la pace) e tanto altro ancora. Ed è stata pubblicata per la prima volta sulla rivista promossa da Pax Christi Italia Mosaico di Pace (luglio-agosto 1993, p. 26), a corredo di un'intervista sui temi della pace all'agostiniano statunitense padre Robert Dodaro, docente di teologia all'Istituto patristico "Augustinianum" di Roma. A fine novembre 2025 monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi, ha regalato a papa Leone XIV la fotografia, in occasione di un incontro che ha avuto con il pontefice. 

Da Luca Kocci e giratami da Felicetta Parisi, collaboratrice di Padre Alex Zanotelli

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