Lo stato del disarmo nucleare, tra "vuoto" diplomatico e strategico e speranza proibizionista

30.01.2026

da parte di Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti - cell. 340/0736871

La situazione del disarmo nucleare a inizio 2026 è caratterizzata da una profonda tensione tra scadenze di storici trattati bilaterali, che rischiano di non essere rinnovati, provocando un "vuoto diplomatico e strategico", e il consolidamento di nuove norme internazionali di proibizione, speranza di sviluppi positivi.

Questo quadro lo proporremo all'interno del webinar organizzato dai Disarmisti esigenti per oggi, 30 gennaio 2026, anniversario della morte di Gandhi, assassinato nel 1948 da un fondamentalista indù. 

Il giorno del sacrificio del Mahatma sull'impegno della convivenza religiosa (era contro la separazione tra India e Pakistan perché credeva nell'unità e nella coesistenza pacifica tra le diverse comunità religiose e culturali) viene ricordato dall'UNESCO quale giornata per l'educazione alla pace.

Info sul nostro webinar: https://www.disarmistiesigenti.org/2026/01/24/artedellapacevsartedellaguerra/
Tema: l'Arte della pace: superare la cultura del nemico e affermare la nonviolenza della "Terrestrità".
Venerdì 30 gennaio 2026 | Ore 18:00 - 20:00

Link per partecipare su piattaforma Zoom:
https://us06web.zoom.us/j/82708251701?pwd=8rUeQO3ogdDsUOeXf4EKihwBSNC5SJ.1


Ecco gli eventi chiave degli ultimi giorni:

  • Scadenza imminente del New START (5 febbraio 2026): il mondo si trova a pochi giorni dalla scadenza naturale del Trattato New START, l'ultimo accordo rimasto tra Stati Uniti e Russia per limitare le testate nucleari strategiche a lungo raggio. Senza un rinnovo o un nuovo accordo, si teme un vuoto strategico che potrebbe innescare una nuova corsa agli armamenti. Nel tardo 2025, la Russia ha suggerito di continuare a osservare i limiti del trattato in modo informale per un altro anno. Il Presidente USA Trump ha espresso scetticismo, dichiarando che se il trattato scade, gli Stati Uniti cercheranno un "accordo migliore" o procederanno con la modernizzazione. Questo stallo ha dato nuova linfa alle campagne NFU come misura minima di sopravvivenza in assenza di limiti numerici alle armi.
  • 5° Anniversario del TPNW (22 gennaio 2026): È stato appena celebrato il quinto anniversario dell'entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). La società civile italiana e organizzazioni come RIPD e i Disarmisti esigenti, tra i membri italiani di ICAN, hanno rinnovato l'appello affinché l'Italia ratifichi il trattato.
  • Aumento della tensione e nuovi armamenti: nonostante gli sforzi per il disarmo, si registra lo spiegamento di nuovi sistemi d'arma, come i missili ipersonici americani Dark Eagle previsti in Germania entro quest'anno. Gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists segnalano che l'"Orologio dell'Apocalisse" resta pericolosamente vicino alla mezzanotte a causa della modernizzazione degli arsenali. La Bielorussia è stata inondata di missili russi
  • Iniziative civili in Italia: il 15 gennaio 2026 si è tenuto un incontro al Senato italiano, promosso da Archivio Disarmo, per discutere non solo di nucleare ma anche della messa al bando dei sistemi d'arma autonomi ("killer robots").

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La sicurezza globale è un miraggio e vive più che mai in un suo momento critico. Il dibattito sulla politica del No first Use (NFU) - l'impegno a non usare mai armi nucleari per primi — è tornato prepotentemente al centro dell'agenda diplomatica proprio a causa della scadenza imminente del NEW START. 

Ecco le ultime novità relative a questa campagna internazionale. Possiamo dire, in sintesi, che il clima attuale registra una netta spaccatura: da un lato, la società civile e paesi come Cina e India spingono per il NFU come freno d'emergenza; dall'altro, USA, Russia e parte della NATO mantengono l'opzione del "primo uso" come deterrente contro attacchi convenzionali massicci, temendo che un impegno NFU possa indebolire la loro protezione verso gli alleati.

L'Iniziativa Cinese per un Trattato Globale

La Cina rimane il principale promotore istituzionale del NFU tra le grandi potenze. Recentemente, Pechino ha intensificato le pressioni per la creazione di un trattato vincolante sul "Mutuo No-First-Use" tra i "P5" (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU: USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito).

  • Obiettivo: la Cina punta a far inserire questo impegno nei documenti ufficiali della Conferenza di Revisione del TNP (Trattato di Non Proliferazione) del 2026.

  • Contesto: mentre Pechino mantiene questa postura ufficiale, i critici (specialmente a Washington) sottolineano con preoccupazione la rapida espansione dei suoi silos missilistici, vedendo una contraddizione tra la retorica diplomatica e il potenziamento militare.

La fermezza dell'India

A fine 2025, l'India ha ufficialmente riconfermato la sua storica politica di NFU durante gli incontri di alto livello delle Nazioni Unite. L'India, non appartenente al P%, affianca la Cina quale potenza nucleare con una dottrina dichiarata di non-primo utilizzo, posizionandosi come una voce pretesamente "responsabile" nel Sud del mondo.

Il ruolo della società civile (ICAN e NoFirstUse Global)

E' interessante il fatto che la Campagna ICAN abbia usato la ricorrenza del 5° Anniversario del TPNW per spingere i paesi NATO ad adottare almeno una politica NFU come passo intermedio verso il disarmo. Va valutato positivamente il comunicato di ICAN sugli 85 secondi del Doomsday Clock: i riflettori sono stati puntati sull'Europa tornata teatro della guerra nucleare.

La coalizione NoFirstUse Global sta raccogliendo adesioni da migliaia di scienziati e parlamentari per dichiarare l'uso del nucleare come un "crimine contro l'umanità", cercando di codificare il NFU non solo come dottrina militare, ma come norma giuridica internazionale. Questa iniziativa giuridica si armonizza con il concetto dei Disarmisti esigenti che valutano la deterrenza quale "genocidio programmato".

La coalizione citata, che riunisce scienziati, leader religiosi e parlamentari (attraverso la rete PNND - Parliamentarians for Nuclear Non-proliferation and Disarmament), ha come sito ufficiale nofirstuse.global .

Ecco il link alla iniziativa "Nuclear taboo: from norm to Law" che mira a codificare il NFU come legge internazionale: Link alla Dichiarazione di Coscienza Pubblica.

Ricordiamo, infine, l'appello ai parlamentari di tutto il mondo per impegnarsi a fare pressioni sugli Stati nucleari. Maggiori dettagli su PNND.org.

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