CNV1 - Arte della guerra arte della pace

28.01.2026

Arte della guerra di Sun Tsu, arte della pace universale di L'Abate: omaggio a Gandhi - 24 gennaio 2026

https://zibaldoneecopacifista.webnode.it/l/cnv1artedellaguerraartedellapace/

Webinar organizzato dai Disarmisti esigenti (www.disarmistiesigenti.org) in occasione della Giornata Mondiale della Nonviolenza  UNESCO - Venerdì 30 gennaio 2026 | Ore 18:00 - 20:00

Il 30 gennaio, anniversario del sacrificio di Mahatma Gandhi, assassinato da un nazionalista indù incapace di accettare la convivenza religiosa in India, il mondo si ferma per riflettere sul potere (e i limiti) della nonviolenza. In questa giornata, istituita dall'UNESCO come momento di educazione alla pace, i Disarmisti esigenti vogliono proporre una riflessione audace: la pace non è un'aspirazione passiva, ma una scienza strategica da pianificare e portare avanti in modo organizzato.

Prendendo ispirazione dall'opera "L'arte della pace", di Alberto L'Abate, il sociologo nonviolento promotore della prima Facoltà universitaria di Scienze della Pace in Italia, esploreremo il ribaltamento del classico di Sun Tzu, che pure rappresenta una difformità positiva rispetto al pensiero geopolitico corrente: se l'Occidente è spesso prigioniero dello schema "amico-nemico", l'eredità di Gandhi e la saggezza orientale ci offrono le basi per una vera Arte della pace, capace di elevare la nonviolenza a strategia operativa globale.

Vogliamo trasformare la percezione della pace da "ideale utopico" a strumento concreto di gestione dei conflitti:

  • Superare il mito della passività: dimostrare che la nonviolenza richiede un rigore e una pianificazione strategica superiori a quelli militari.
  • Sintesi strategica: unire la Satyagraha (la forza della Verità) di Gandhi con i principi del "vincere senza combattere" di Sun Tzu.
  • Rigenerazione politica: applicare le lenti sociologiche di Alberto L'Abate alle tensioni geopolitiche contemporanee.

Programma di massima del Webinar (le proposte di nomi dei relatori vanno confermate)

  • 18:00 – Apertura. Il seme della Nonviolenza poietica per la Terrestrità. Alfonso Navarra, coordinatore dei Disarmisti esigenti, introduce la figura di Gandhi e il significato profondo della Giornata Mondiale nel contesto attuale. L'alternativa della società per la giustizia sociale e ambientale al genocidio programmato della deterrenza nucleare.
  • 18:15 – La teoria. Ribaltare Sun Tzu. Focus sul pensiero di Alberto L'Abate: come trasformare la strategia militare in un'architettura di pace. Nome proposto: Tonino Drago (siamo in attesa di conferma).
  • 18:25 – La cultura. Oltre il Nemico. Luigi Mosca analizza il pensiero strategico cinese e la via per trasformare l'antagonista in un partner cooperativo.
  • 18:35 – La diplomazia. Unire il Mondo. Paola Paesano (nome proposto in attesa di conferma) interviene sul possibile ruolo della diplomazia cinese nel progetto della "Costituzione della Terra".
  • 18:45 – La pratica. Le Armi della Pace. Daniele Barbi presenta le campagne dei pacifisti tedeschi e dei "Disarmisti Esigenti": esempi vivi di azione nonviolenta oggi.
  • 19:00 – La comunicazione. I gruppi di affinità. Paola Russo (nome da confermare) prospetta come creare una connessione empatica che permetta alla persone di risolvere i conflitti in modo che i bisogni di tutti siano soddisfatti.
  • 19:15 - Spazio al Dialogo. Domande del pubblico e dibattito aperto. Eventuali interventi programmati
  • 19:45 – Conclusioni: sintesi finale e impegni futuri a cura dei relatori.

I pilastri del confronto: Sun Tzu vs. Alberto L'Abate

Il webinar metterà in luce tre analogie fondamentali per una nuova dottrina della pace:

  1. L'intelligence di mente e cuore armonizzati: se per Sun Tzu è essenziale "conoscere il nemico", per manipolarlo ai fini dei propri obiettivi, per la nonviolenza è vitale il Satyagraha: comprendere le ragioni dell'altro per trovare una verità comune da sperimentare nella pratica.
  2. L'eccellenza suprema: Sun Tzu insegna che vincere senza combattere è l'apice dell'abilità. L'Abate traduce questa intuizione nella capacità preventiva di risolvere il conflitto prima che diventi distruzione.
  3. Sostenibilità delle risorse: mentre la guerra consuma e logora, la strategia della pace costruisce capitale sociale e fiducia, garantendo una stabilità duratura nel tempo.

"La nonviolenza è la più grande forza a disposizione dell'umanità. È più potente della più potente arma di distruzione che l'ingegno dell'uomo abbia mai inventato." – Mahatma Gandhi

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Report webinar svolto in precedenza: no al genocidio programmato della deterrenza nucleare - 23 gennaio 2026

Meeting assets dalla riunione Zoom per il 5° anniversario TPNW (base del testo fornita dall'AI)

Meeting assets for Riunione Zoom 5° anniversario TPNW are ready! - "Come sottrarci al genocidio programmato"

Meeting summary

La riunione ha trattato principalmente questioni relative alle armi nucleari e al disarmo, con discussioni approfondite sul Trattato di proibizione delle armi nucleari e le iniziative per la sua revisione. I partecipanti hanno esaminato la situazione nucleare globale, i rischi associati e le strategie per ridurre la proliferazione, incluse le proposte di emendamenti e la preparazione per la conferenza di revisione di New York prevista per novembre. La discussione ha anche toccato aspetti politici e culturali, inclusi le sfide della democrazia europea e la necessità di una maggiore sensibilizzazione pubblica sul pericolo nucleare.

Fasi successive - Riepilogo

Introduzione di Alfonso Navarra: lo scopo del webinar è cominciare a lavorare, con adeguato anticipo, insieme a Luigi Mosca e altri membri del gruppo, per preparare proposte di emendamenti al Trattato di proibizione delle armi nucleari da presentare alla conferenza di riesame di New York nel novembre 2026, con particolare attenzione all'inclusione di obblighi per Stati "collaborativi in transizione" (nuova categoria da istituire) e al collegamento della campagna ICAN con la campagna per il "no primo uso".

Daniele Barbi: si impegna a continuare il monitoraggio sulle iniziative in corso in Germania (contro la leva obbligatoria e installazione missili a medio raggio) e dare priorità all'informazione e alla mobilitazione sul tema New Start, considerata la scadenza imminente del 5 febbraio.

Luigi Mosca: ricorda la scadenza del 19 febbraio relativa alla formazione per allievi e insegnanti sul disarmo nucleare, in collaborazione con Patrizia Sterpetti e Patré. Occorre favorire lo scambio di informazioni tra le istituzioni francesi e la comunità italiana sulle richieste di riconoscimento e indennizzo per le popolazioni colpite dai test nucleari.

Tutti i partecipanti: parlano di preparare e condividere proposte concrete per la conferenza di riesame ONU di novembre 2026, con particolare attenzione a come rendere il Trattato più efficace e coinvolgere anche Stati NATO sensibili al tema disarmo nucleare.

Luigi Mosca: aggiornare il gruppo sulle ultime novità relative allo stato del Trattato New START e alle iniziative diplomatiche in corso tra USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito in merito al controllo e alla riduzione degli arsenali nucleari.

Alfonso Navarra e Luigi Mosca: esplorare la possibilità di formalizzare il reato di genocidio/umanicidio legato alla deterrenza nucleare e valutare la collaborazione con il gruppo internazionale di avvocati (es. lalana) per iniziative giuridiche presso la Corte penale internazionale.

Luigi Mosca: favorire la collaborazione tra le realtà francesi e italiane per accelerare il riconoscimento dei danni e l'indennizzo alle popolazioni colpite dagli esperimenti nucleari, anche attraverso la partecipazione a eventi e formazioni condivise.

Rafforzamento del Trattato anti-Nucleare

Alfonso Navarra introduce i due obiettivi fondamentali per rendere più valido il Trattato, proponendo di creare un collegamento con la campagna per il non primo uso dell'arma nucleare e di inserire obblighi per Stati in transizione con vincoli meno stringenti. Ha spiegato come la logica della deterrenza richieda non solo armi numeriche ma anche sistemi di allertizzazione e controllo efficaci, evidenziando i rischi tecnici e le sfide della dissuasione nucleare moderna. La discussione ha sottolineato come la paura del caso peggiore diventi più pericolosa in situazioni di sfiducia, quando le potenze nucleari devono mantenere costantemente la preparazione massima.

Situazione nucleare globale e pace

Alfonso ha tratteggiato la situazione nucleare globale, sottolineando la gravità del rischio di genocidio e umanicidio causato dalle armi nucleari. Ha evidenziato come la deterrenza nucleare non porti alla pace e come i pacifisti debbano sviluppare una visione più chiara basata sulla comune umanità. Il gruppo deve organizzare la propria delegazione alla conferenza di riesame per il 26 novembre a New York per rafforzare gli aspetti del diritto internazionale che servono a un mondo di pace.

Conseguenze degli esperimenti nucleari

Daniele Barbi ha trattato del legame tra sviluppo scientifico nucleare e armi, concentrandosi sui danni causati dagli esperimenti nucleari e le conseguenze a lungo termine per le popolazioni coinvolte. Ha evidenziato come le popolazioni colpite hanno richiesto risarcimenti, creando potenziali ostacoli per l'adesione al Trattato di proibizione delle armi nucleari da parte di alcuni Stati. Daniele ha menzionato l'incidente di Chernobyl del 1986 e quello di Fukushima del 2011, sottolineando l'importanza di ricordare questi eventi per evitare ripetizioni future.

Pericoli del rinascimento nucleare europeo

Daniele ha affrontato i pericoli del rinascimento nucleare in Europa, sottolineando che l'esplosione di una città nucleare potrebbe causare problemi maggiori rispetto alle armi convenzionali e che le radiazioni di Chernobyl non sono ancora completamente controllate dopo 40 anni. Ha spiegato come le centrali nucleari civili potrebbero essere utilizzate per scopi militari e ha evidenziato la necessità di un nuovo trattato per sostituire il Trattato Newstart che scade il 5 febbraio, poiché la paura del nucleare non è diminuita nonostante l'aumento dei conflitti. Daniele ha concluso che dovrebbero cercare di ridurre il numero di Stati con armi nucleari e limitare l'uso di queste armi, suggerendo che questo potrebbe essere decisivo per la sopravvivenza di tutti.

Disarmo nucleare e test francesi

Luigi Mosca ha citato i test nucleari condotti dalla Francia nel Sahara e in Polinesia francese negli ultimi decenni, spiegando come l'istituzione Aucer Battuir Désarmement abbia portato avanti un lavoro di sensibilizzazione e richiesta al governo francese per riconoscere le conseguenze ambientali e indennizzare le popolazioni colpite. Ha menzionato che Patrizia Sterpetti lo ha contattato per interventi su disarmo nucleare e ha organizzato una formazione per il 19 febbraio con allievi e insegnanti. Luigi ha anche discusso lo stato del recente trattato NEW START, spiegando che la Cina ha rifiutato di partecipare al gruppo di lavoro proposto dagli Stati Uniti per estendere il trattato, sostenendo che la proposta era ingiustificata dato il rapporto disproporzionato delle armi nucleari tra i paesi.

Trattato di proibizione delle armi nucleari

Luigi Mosca ha precisato lo stato attuale del Trattato di proibizione delle armi nucleari, evidenziando che 137 stati sono stati coinvolti nel trattato attraverso adozione, firma o ratifica, ma nessuno tra questi è uno Stato che possiede armi nucleari. Ha sottolineato che l'adesione al trattato non è semplicemente firmare un documento, ma comporta il disarmo effettivo con un calendario prestabilito. Luigi ha inoltre menzionato che alcuni stati della NATO come Paesi Bassi e Germania hanno mostrato interesse ma si sono tirati indietro a causa della loro appartenenza alla Alleanza e delle tensioni con la Russia.

Strategia disarmo nucleare internazionale

Luigi ha discusso la strategia per il disarmo nucleare, sottolineando che i paesi che possiedono armi nucleari dovrebbero essere i più interessati a eliminarle poiché sarebbero coinvolti in prima linea in caso di conflitto. Ha evidenziato il "fascino nucleare" che queste armi esercitano sui capi di Stato e ha discusso la situazione attuale della proliferazione, menzionando paesi come Corea del Sud, Giappone e Iran che cercano protezione sotto "ombrelli nucleari". Alfonso ha parlato dell'ansia nucleare che può affliggere l'opinione pubblica e ha sottolineato l'importanza della lotta culturale per il disarmo, citando l'appello Russell-Einstein. La discussione si è conclusa con l'impegno per la preparazione per la conferenza di riesame del trattato di proibizione alle armi nucleari prevista per novembre a New York.

Sensibilizzazione sul pericolo nucleare

Durante la riunione, Antonella di Legambiente ha chiesto se fosse realistico proporre un referendum contro le armi nucleari a livello europeo, considerando che molte forze politiche non si concentrano su questo tema. Cosimo Forleo ha annunciato un prossimo incontro il 19 febbraio alle 10:00 con testimonianze di due persone irradiate, un giapponese e un polinesiano, e ha menzionato che altri tre incontri si terranno nel marzo, aprile e maggio dalle 18:00 alle 20:00. Enrica Lomazzi ha sottolineato che la sensibilizzazione sul pericolo nucleare è ancora molto limitata e non viene percepita a livello popolare come una questione prioritaria. Paola Paesano ha proposto di approfondire l'aspetto culturale della dichiarazione del "non primo uso" nella dottrina cinese durante un prossimo incontro.

Basi teoriche del movimento pacifista

Alfonso evidenzia la necessità di una base culturale e teorica per il movimento pacifista, sottolineando l'importanza dell'intelligenza e dell'unione popolare come forze più potenti delle armi, tipiche della strategia nonviolenta. Ha evidenziato come l'articolo 11 della costituzione riconosca le limitazioni alla sovranità per un ordinamento internazionale che garantisca pace e giustizia tra le Nazioni, suggerendo che gli Stati dovrebbero essere visti come strumenti per la gestione comune della Terra piuttosto che come entità assolute. Cosimo propone di iniziare le future riunioni alle 18:00 per consentire ai partecipanti di cenare dopo.

Sfide della Democrazia europea

Daniele Barbi ha discusso le sfide della democrazia europea, sottolineando come l'Europa stia diventando sempre più autoritaria e poco democratica, con il Parlamento che svolge principalmente un ruolo di approvazione delle proposte della Commissione. Ha evidenziato l'importanza del concetto di solidarietà e della collaborazione, criticando l'attuale tendenza verso la formazione di comunità chiuse e protette. Daniele ha concluso enfatizzando la necessità di comunicare in modo non violento e cooperativo, promuovendo il consenso e la collaborazione piuttosto che l'aggressività nelle discussioni politiche.

Contributo italiano al TPNW

Il gruppo ha discusso il contributo italiano alla conferenza di revisione del Trattato di proibizione delle armi nucleari prevista a New York per novembre, con Luigi che ha proposto di avviare una riflessione collettiva per definire la posizione italiana. Antonella ha sottolineato l'importanza della formazione e sensibilizzazione prima di procedere con un referendum, evidenziando che molte persone non sono consapevoli dell'esistenza delle armi nucleari in Italia. Cosimo ha espresso preoccupazioni riguardo alla deriva aziendalistica del governo e alla necessità di un movimento pacifista indipendente che rappresenti gli astensionisti e i non votanti.

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Il numero ufficiale ad oggi degli Stati parte del TPNW è 74 - da parte di Alfonso Navarra

Secondo i dati ufficiali aggiornati al 23 gennaio 2026 (consultabili sul sito della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons - ICAN), lo stato delle ratifiche è il seguente:

  • 74 Stati Parte: il numero ufficiale di Stati che hanno ratificato o aderito al trattato è 74.
  • 95 Firmatari: il numero di Stati che hanno firmato il trattato (ma non tutti hanno ancora completato la ratifica) è salito a 95.

Perché c'è stata confusione tra 74 e 75?

Il numero 74 è diventato ufficiale verso la fine del 2025 (con la ratifica del Ghana avvenuta a settembre). Spesso la cifra "75" viene citata in anticipo quando un Paese (come ad esempio lo Zimbabwe o il Mozambico) annuncia di aver completato l'iter parlamentare interno, ma il numero "ufficiale" per il diritto internazionale aumenta solo nel momento in cui lo strumento di ratifica viene fisicamente depositato presso il Segretariato delle Nazioni Unite a New York.

Proprio ieri, in occasione del quinto anniversario, ICAN ha sottolineato come il fronte dei sostenitori stia continuando a crescere, nonostante le pressioni contrarie delle potenze nucleari.

Nell'occasione, abbiamo svolto, come Disarmisti esigenti, su piattaforma Zoom, il webinar intitolato: 5 anni di TPNW: come sottrarsi ad un genocidio programmato - Le vie del Disarmo di fronte alle crisi globali nel 2026.

Daremo presto il link per scaricare la registrazione.

Materiale per il webinar organizzato dai disarmisti esigenti.
https://www.disarmistiesigenti.org/2026/01/17/5annitpnwcomesottrarsialladeterrenza/

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